ARCHIVIO UTERI FRAGILI È UN PROGETTO DI RICERCA SPECULATIVO CHE INDAGA LA RAPPRESENTAZIONE DEL DOLORE GINECOLOGICO E LE MODALITÀ ATTRAVERSO CUI VIENE REGISTRATO E RESO VISIBILE.
Nonostante la diffusione di patologie come l'endometriosi, il dolore uterino cronico rimane largamente normalizzato e sottovalutato. Un ciclo mestruale doloroso viene spesso ricondotto a evento fisiologico, producendo uno scarto tra esperienza vissuta e riconoscimento sociale e medico.
Nella pratica clinica, il dolore è tradotto in parametri standardizzati attraverso scale numeriche. Questi strumenti, pur necessari, non restituiscono la complessità dell’esperienza: interferenze quotidiane, rinunce, adattamenti, dimensioni affettive. La quantificazione comprime ciò che eccede il numero.
Il progetto si concentra su questa frattura, esplorando i dati taciti: ciò che accompagna la patologia ma non viene formalizzato. Attraverso un sistema parametrico interattivo, l’esperienza viene tradotta in configurazioni tridimensionali esplorabili. La tridimensionalità non è un elemento estetico, ma una scelta epistemica: restituire volume al dolore significa riconoscerne la natura incarnata e stratificata.
La possibilità di generare queste configurazioni apre alla stampa 3D, trasformando il dato in presenza materiale. L’oggetto può essere osservato, ruotato e toccato al di fuori della piattaforma digitale, introducendo una dimensione relazionale e di sensibilizzazione che supera la bidimensionalità dei grafici clinici.
La navigazione dell’archivio permette di osservare ricorrenze tra contributi distinti: ciò che appare individuale emerge come fenomeno collettivo.
L’archivio si fonda su cooperazione, anonimato e autodeterminazione.
Non sostituisce consulti medici, ma propone uno spazio di visualizzazione critica.